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Accogliamo con gioia ed amore filiale il nostro nuovo Arcivescovo Mons. Mario Delpini

Mario Delpini

Padre nostro che sei nei cieli, venga il tuo regno: ispira la nostra Chiesa perché, insieme con il suo Vescovo attenda, invochi, prepari la venuta del tuo Regno.
Concedi alla nostra Chiesa di essere libera, lieta, unita, per non ripiegarsi sulle sue paure e sulle sue povertà, e ardere per il desiderio di condividere la gioia del Vangelo.
Padre nostro che sei nei cieli, sia fatta la tua volontà: manifesta anche nella vita e nelle parole della nostra Chiesa e del suo Vescovo il tuo desiderio che tutti gli uomini siano salvati e giungano alla conoscenza della verità.
Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato il tuo nome: l’amore che unisce i tuoi discepoli, la sapienza e la fortezza dello Spirito, l’audacia nel costruire un convivere fraterno renda intensa la gioia, coraggioso il cammino, limpida la testimonianza per annunciare che la terra è piena della tua gloria

Mons. Mario Delpini – Arcivescovo di Milano

Pasqua 2017

Esplode nel cielo l’alleluia di Pasqua, Cristo è vivo e sale al Padre suo e Padre nostro, Dio suo e Dio nostro.

Il trionfo di Cristo sulla morte si staglia contro la folla che riempie il piazzale. È la chiesa di uomini, è la cattedrale del popolo di Dio.

Il corpo stesso di Cristo è costituito da quel corpo che è la Chiesa. La risurrezione di Cristo non è affare personale, destino privilegiato del Figlio di Dio, ma è grazia partecipata all’uomo, ad ogni uomo che entra nel corpo santo della Chiesa. Continua la lettura di Pasqua 2017

Verso l’incontro col Papa

Incontrare il Papa di persona, anche se dentro una folla, ricevere questo dono di cui ha voluto gratificarci, scegliendo la nostra città, è un’esperienza che segna la vita e ci ridona entusiasmo e gioia per continuare. Affidiamo alla Madonna questo gesto, da cui aspettiamo tanto per superare la frattura tra la fede e la vita, imparando a pensare e sentire come Gesù, così come stiamo dicendo nella Visita pastorale e faremo con le Viae Crucis Zonali. Ė questa la strada per trovare una maggiore unità nelle persone e con i fratelli

Card. Scola – 11 febbraio 2017 Continua la lettura di Verso l’incontro col Papa

Andate in tutto il mondo e predicate il Vangelo a ogni creatura

Nel cuore dell’uomo, di ogni uomo, è viva l’attesa di una “pienezza” di felicità e di un “per sempre” nell’amore; attesa più grande di ciò che è temporale e puramente mondano.

È questa fame dell’anima che spinge la folla a seguire Gesù, nell’intuizione che le sue sono “parole di vita eterna” – che svelano e portano a compimento il mistero dell’esistenza.

Ora, in ogni rapporto di comunione, soprattutto sponsale, viene il momento in cui – da sole – le parole non bastano più. Si fa allora prepotente l’esigenza del dono totale di sé, che quelle parole invera. L’Eucaristia è proprio questo dono, dove la Parola si fa Carne e Sangue, Pane che nutre di grazia la vita, principio e forza di un nuovo modo di stare nel mondo. Entrare nel dinamismo eucaristico significa lasciarsi plasmare da Cristo, affidarsi al suo amore obbediente, farsi condurre dallo Spirito. Mangiare questo Pane non può, quindi, ridursi a un’abitudine, né a un gesto di amicizia fraterna; è aprirsi a Colui che è così grande da farsi tanto piccolo! È divenire come la goccia d’acqua versata nel calice del vino fino a ritrovare se stessi nel mistero di Dio, capaci di nuove relazioni con tutti.

Non temere, io sono con te – Lettera alle famiglie per il Natale

Carissimi,
anche quest’anno il Natale ci annuncia la più bella notizia che si possa desiderare: Dio, l’Altissimo, l’Onnipotente e l’Eterno, Colui che gli uomini di tutte le religioni invocano, è voluto diventare uno di noi, uno come noi. Nella preghiera dell’Angelus, con cui la Chiesa ci insegna a scandire il tempo di ogni giornata, diciamo: Dio «si è fatto carne ed è venuto ad abitare in mezzo a noi». Si è fatto carne, cioè è entrato fino in fondo nella nostra condizione umana. Continua la lettura di Non temere, io sono con te – Lettera alle famiglie per il Natale

Maria ci educa a non essere adolescenti a vita

MARIA CI EDUCA. Come una madre, Maria, – ha spiegato papa Francesco – «ci aiuta a crescere, ad affrontare la vita, ad essere liberi». Crescere vuol dire non cedere alla pigrizia derivante dal benessere, dalla vita comoda, significa prendersi responsabilità, tendere a grandi ideali: «La Madonna fa proprio questo con noi, ci aiuta a crescere umanamente e nella fede, ad essere forti e non cedere alla tentazione dell’essere uomini e cristiani in modo superficiale, ma a vivere con responsabilità, a tendere sempre più in alto». La Madonna ci educa perché lei stessa ha vissuto le difficoltà e sperimentato la gioia dell’aver accettato il disegno di Dio sulla sua vita.

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Pasqua 2016

Via Crucis - Stazione 7 - Gesù cade per la seconda voltaIn questa Settimana, la Settimana Santa, che ci conduce alla Pasqua, noi andremo su questa strada dell’umiliazione di Gesù. E solo così sarà “santa” anche per noi!

Assisteremo al tradimento di Giuda, uno dei Dodici, che lo venderà per trenta denari. Vedremo il Signore arrestato e portato via come un malfattore; abbandonato dai discepoli; trascinato davanti al sinedrio, condannato a morte, percosso e oltraggiato. Sentiremo le urla della folla, sobillata dai capi, che chiede libero Barabba, e Lui crocifisso. Lo vedremo schernito dai soldati, coperto con un mantello di porpora, coronato di spine. Questa è la via di Dio, la via dell’umiltà. E’ la strada di Gesù, non ce n’è un’altra. E non esiste umiltà senza umiliazione.

Percorrendo fino in fondo questa strada, il Figlio di Dio ha assunto la “forma di servo”. In effetti, umiltà vuol dire anche servizio, vuol dire lasciare spazio a Dio spogliandosi di sé stessi, “svuotandosi”, come dice la Scrittura.

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Aprirsi a Cristo per creare una cultura della fede

Carissime e carissimi,
il martirio non è solo quello del sangue. Questo è un dono di Dio che «rivela nei deboli la sua potenza e dona agli inermi la forza del martirio» (Pre-fazio romano dei Santi Martiri); ma ogni genere di santità, ogni autentica vita spesa nella fede e nella comunione implica il martirio dell’offerta quotidiana di sé a Cristo per il bene di ogni fratello uomo. Anche ai cristiani della nostra generazione è chiesto almeno questo genere di martirio. Dal nostro cuore sgorghi, decisa, la domanda del coraggio dell’animo umile, della testimonianza autentica. Continua la lettura di Aprirsi a Cristo per creare una cultura della fede