Archivi categoria: Pagina culturale e di giudizio

Il fidanzamento: tempo prezioso per porre le basi della nuova famiglia

Proseguendo queste catechesi sulla famiglia, oggi vorrei parlare del fidanzamento. Il fidanzamento — lo si sente nella parola — ha a che fare con la fiducia, la confidenza, l’affidabilità. Confidenza con la vocazione che Dio dona, perché il matrimonio è anzitutto la scoperta di una chiamata di Dio. Certamente è una cosa bella che oggi i giovani possano scegliere di sposarsi sulla base di un amore reciproco. Ma proprio la libertà del legame richiede una consapevole armonia della decisione, non solo una semplice intesa dell’attrazione o del sentimento, di un momento, di un tempo breve … richiede un cammino. Continua la lettura di Il fidanzamento: tempo prezioso per porre le basi della nuova famiglia

Perché far vedere Cristiada ai nostri giovani

Arriva nelle sale italiane il film Cristiada, grazie al lavoro della Dominus Production che ne ha curato il doppiaggio e l’edizione nel nostro paese. “Cristiada è un film a ricostruzione storica che, con un cast di eccezionale pregio, rappresenta una pagina drammatica della storia dell’America Latina che vive ancora oggi nella memoria del Paese”. Così si legge nella lettera di presentazione che presenta anche a grandi linee il messaggio del film: “i temi trattati – l’identità di un popolo e dei singoli individui; la libertà di seguire i propri ideali; l’intraprendenza di ciascun uomo nel cercare di realizzarli – non sono così lontani, né dalla lotta per le libertà della storia di ogni Nazione Europea, né dagli avvenimenti che oggi stanno scuotendo tante aree del mondo. Nascono spontanee riflessioni e domande: dove risiede la libertà di un popolo? Cosa significa lottare per la libertà? Chi sono gli uomini e le donne liberi? E, soprattutto, cosa significa educare alla libertà?”. Tuttavia a chi ha già visto il film, magari in lingua originale, anche altro rimane impresso, soprattutto se il background è quello salesiano: Cristiada è la storia di un ragazzo che non ha avuto paura, nonostante minacce, soprusi e violenza, a gridare “Viva Cristo Re!” fino alla fine. Perché dunque portare i nostri ragazzi a vederlo? Continua la lettura di Perché far vedere Cristiada ai nostri giovani

La gioia di portare Cristo al mondo

Il Messaggio di Papa Francesco per la Giornata Missionaria Mondiale che si celebra domenica 19 ottobre 2014 incomincia così: “Cari fratelli e sorelle, oggi c’è ancora moltissima gente che non conosce Gesù Cristo. Rimane perciò di grande urgenza la missione ad gentes, a cui tutti i membri della Chiesa sono chiamati a partecipare, in quanto la Chiesa è per sua natura missionaria: la Chiesa è nata “in uscita”. E termina così: “La Giornata Missionaria Mondiale è anche un momento per ravvivare il desiderio e il dovere morale della partecipazione gioiosa alla missione ad gentes. Il personale contributo economico è il segno di un’oblazione di se stessi, prima al Signore e poi ai fratelli, perché la propria offerta materiale diventi strumento di evangelizzazione di un’umanità che si costruisce sull’amore”. Continua la lettura di La gioia di portare Cristo al mondo

Francesco, un Papa che scuote

Caro direttore,
sembrava ai maestri del pensiero dominante che per la Chiesa cattolica fosse giunta la fine, sommersa dagli scandali. Il pettegolezzo sulla Curia vaticana, le disavventure dello Ior, il tradimento di chi più era vicino al Papa avevano gettato un’ombra sulla Santa Sede che sembrava far franare ogni possibile tentativo di rinnovata presenza. Pedofilia, corruzione, insegnamento sclerotizzato parevano gli unici termini in grado di descrivere un’istituzione “obsoleta”. Continua la lettura di Francesco, un Papa che scuote

Tutto ci è dato

Siamo sorpresi e scossi. Siamo commossi. Ed è naturale. Anche se i libri di storia dicono altro, è la prima volta – a memoria d’uomo e di cristiano – che un Papa «si dimette ». E senza dubbio è la prima volta che il mondo può ascoltare in diretta questo annuncio nell’antico idioma della Chiesa, il latino, e può vederlo propagarsi istantaneamente in tutte le possibili lingue dei popoli e della modernità. Certo, Benedetto XVI ci aveva invitato per tempo in modo aperto e sereno, a considerare la ragionevolezza cristiana e umana di un simile gesto. Ma un conto è considerare una evenienza, tutt’altro è misurarci con un evento. E a questo siamo. Trema la mano a scriverlo, e non di paura, ma di un incredulo eppure come già consolato dolore e di una strana gratitudine in cerca di conforto. Continua la lettura di Tutto ci è dato

Dalla Prolusione del card. Bagnasco al consiglio permanente della C.E.I.

È certamente riconosciuto dalla coscienza in generale l’esigenza di esprimere il proprio voto liberamente, cioè svincolato da suggestioni e da pressioni spesso veicolate da minoranze che hanno l’abilità di non apparire tali. La biopolitica è oramai una frontiera immancabile di qualsiasi programma. Francia, Spagna, Inghilterra, Stati Uniti…, per limitarci a questi soli Paesi, ci dicono che non si può far finta di accantonare i problemi quando sono semplicemente nodali nelle società post-moderne. Parlare di vita, salute, malattia, stati cosiddetti vegetativi, dolore, previsione infausta, medicina palliativa, invasività delle diagnosi, disabilità, rapporto medico-ammalato, ma anche di medicina e bilancio dello Stato, obiezione di coscienza, politica dei trapianti… significa affrontare temi cruciali che tali saranno sempre di più. Insieme a quello scandaloso – per le evidenze che vorrebbe ignorare dell’aborto, della maternità surrogata, dell’eutanasia attiva o passiva. Andando sul concreto, quanti aborti e quanti tentazioni eutanasiche si verificano a motivo del primato economicista? Continua la lettura di Dalla Prolusione del card. Bagnasco al consiglio permanente della C.E.I.