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Essere Chiesa di Cristo oggi

Nel ringraziare ancora tutti voi per la partecipazione, la preghiera e la cura nel vivere i vari momenti della quaresima e dalla Settimana Santa, vorrei elevare a Dio la mia preghiera di lode e di ringraziamento per quanto sta compiendo nella nostra Comunità, per l’azione dello Spirito vivo e presente in mezzo a noi e per la Parola abbondante e feconda che ci ha comunicato in questi mesi.
Nel tempo quaresimale ci siamo messi alla Scuola della Parola del Signore e ci siamo chiesti cosa può voler dire essere Chiesa di Cristo oggi.
La Parola ci ha suggerito varie indicazioni preziose che mi sembra opportuno riprendere e sottolineare.
Ne scelgo tre che vorrei rilanciare a tutti voi perché possano essere motivo di riflessione e di preghiera personale e comunitaria.

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“Andate a dire ai discepoli”

Essere Chiesa di Cristo oggi

Nella notte santa della Pasqua riascolteremo questo comando che gli angeli diedero alle donne la mattina della resurrezione di Nostro Signore Gesù Cristo. In esso è racchiuso il segreto della vita e della nostra fede. I discepoli sono invitati a tornare in Galilea per incontrare il Signore Risorto e da lì ricominciare il loro cammino di discepolato diventando loro stessi testimoni vivi della resurrezione di Cristo. L’invito che gli angeli fecero ai discepoli ora è rivolto a tutti noi. È un invito che si perpetua nei secoli e che chiama ogni cristiano a rimettersi sempre in ricerca e in cammino per poter riscoprire la propria fede; il proprio legame con il Signore.

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L’amore di molti si raffredderà

Dedichiamo alcuni momenti in questi giorni all’ingresso nel «tempo epifanico» (Avvento e Natale). Come per ogni forma di preghiera è richiesto un momento di «ingresso», così anche questo momento della pre­ghiera cristiana (un tempo liturgico) esige una «prepara­zione».

Per colui che è «avvinto dallo Spirito» (Atti 20,22) Il periodo epifanico di avvento, è «memoria» dei significati inerenti alla temporalità. Pone la domanda su «essere e tempo», sul senso del tempo e dell’operosità storica, affinchè avvenga «in noi» la Pasqua di Gesù, l’amore che sa perdere se stesso e sa assumere la condizione di servo (Fil 2). Siamo chiamati anche noi a «incarnarci» come Gesù. Per essere manifestazione del Signore nella storia quotidiana degli uomini, per «sorvegliare» la nostra storia. Lieti poi nella speranza del suo avvento definitivo. Continua la lettura di L’amore di molti si raffredderà

Camminava con loro – Omelia messa d’ingresso don Marco

Un nuovo inizio, una nuova parrocchia, un nuovo cammino, un nuovo segno dell’amore provvidente del Signore che mi ha chiamato e mi ha voluto come suo umile ministro.

I sentimenti che provo quest’oggi sono molteplici e intensi. In principio un sentimento di grande gratitudine per tutto ciò che il Signore ha compiuto nella mia vita fino ad oggi ma anche un grande grazie a tutto coloro che mi hanno accompagnato in questi miei quarant’anni di vita. Un grazie speciale va alla comunità di Settimo Milanese in cui ho trascorso gli ultimi sei anni, alla comunità di Busto Garolfo in cui ho vissuto i miei primi nove anni di ministero e alla comunità di Solaro in cui sono cresciuto.

Non posso inoltre che ringraziare anche i miei famigliari, mia madre che oggi mi accompagna dal cielo, mio padre, e tutti i miei parenti e amici.

Vorrei anche ringraziare don Eugenio che ha vissuto il suo ministero di parroco per trentasei anni e che ora mi ha lasciato il testimone.

Oggi per me è un nuovo inizio, una nuova sfida che il Signore, per mano del nostro Vescovo mi invita a raccogliere. Sono molto contento di poter intraprendere questo cammino insieme a voi e vi chiedo fin da ora di accompagnarmi e sostenermi con la vostra preghiera e la vostra collaborazione. Continua la lettura di Camminava con loro – Omelia messa d’ingresso don Marco

Pasqua 2018

C’è la Chiesa di Pietro, ma c’è anche la Chiesa in dialogo col mondo laico, con quella nuova religione che da anni ormai prende il posto di Dio nelle coscienze: la tecno scienza. Tommaso è stato quasi ignaro prototipo di tale schiera d’increduli. La scienza come luogo in cui s’indaga nel mistero senza incontrarlo. Sullo sfondo la torre di Babele di simbolo del pensiero relativista che misconosce la dignità dell’uomo. Dietro a Cristo s’intravede padre Werenfried Van Straaten, meglio noto come padre Lardo, strenuo difensore della Chiesa che soffre. Continua la lettura di Pasqua 2018

Per il dilagare dell’iniquità, si raffredderà l’amore di molti

Messaggio di papa Francesco per la Quaresima 2018

Cari fratelli e sorelle,

ancora una volta ci viene incontro la Pasqua del Signore! Per prepararci ad essa la Provvidenza di Dio ci offre ogni anno la Quaresima, «segno sacramentale della nostra conversione», che annuncia e realizza la possibilità di tornare al Signore con tutto il cuore e con tutta la vita. Continua la lettura di Per il dilagare dell’iniquità, si raffredderà l’amore di molti

Quello che abbiamo di più caro è Cristo

In lui abita corporalmente la pienezza della divinità

Sante Quarantore – 25-28 gennaio 2018

C’è una parabola di Gesù che illustra bene che cosa vuol dire che niente c’è di più caro che Cristo.
«Un uomo diede una grande cena e fece molti inviti. All’ora della cena, mandò il suo servo a dire agli invitati: “Venite, è pronto”. Ma tutti, all’unanimità, cominciarono a scusarsi. Il primo disse: “Ho comprato un campo e devo andare a vederlo; ti prego, considerami giustificato”. Un altro disse: “Ho comprato cinque paia di buoi e vado a provarli; ti prego, considerami giustificato”. Un altro disse: “Ho preso moglie e perciò non posso venire”. Al suo ritorno il servo riferì tutto questo al padrone. Allora il padrone di casa, irritato, disse al servo: “Esci subito per le piazze e per le vie della città e conduci qui poveri, storpi, ciechi e zoppi”.» (Lc 14,16-21). Continua la lettura di Quello che abbiamo di più caro è Cristo

No alle colonizzazioni culturali

Omelia di Papa Francesco a S. Marta (martedì 21 novembre 2017) – da L’Osservatore Romano

Il cristiano deve dare la sua testimonianza di fronte alle «colonizzazioni ideologiche e culturali» che suonano come vere e proprie «bestemmie» e suscitano «persecuzioni» furiose. Introducendo «novità» cattive, fino ad arrivare a considerare normale «uccidere i bambini» o perpetrare «genocidi» per «annullare le differenze», cercando di fare «piazza pulita» di Dio con l’idea di essere «moderni» e al passo coi tempi. Come esempio concreto per rispondere alle «colonizzazioni culturali e spirituali che ci vengono proposte» Papa Francesco ha rilanciato la testimonianza di Eleàzaro, suggerita alla liturgia della messa celebrata, martedì 21 novembre, a Santa Marta. Continua la lettura di No alle colonizzazioni culturali

La comunione dei santi


Oggi, festa di Tutti i Santi, sentiamo particolarmente viva la realtà della comunione dei santi, la nostra grande famiglia, formata da tutti i membri della Chiesa, sia quanti siamo ancora pellegrini sulla terra, sia quelli – immensamente di più – che già l’hanno lasciata e sono andati al Cielo. Siamo tutti uniti, e questo si chiama “comunione dei santi”, cioè la comunità di tutti i battezzati.

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