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Maria ci educa a non essere adolescenti a vita

MARIA CI EDUCA. Come una madre, Maria, – ha spiegato papa Francesco – «ci aiuta a crescere, ad affrontare la vita, ad essere liberi». Crescere vuol dire non cedere alla pigrizia derivante dal benessere, dalla vita comoda, significa prendersi responsabilità, tendere a grandi ideali: «La Madonna fa proprio questo con noi, ci aiuta a crescere umanamente e nella fede, ad essere forti e non cedere alla tentazione dell’essere uomini e cristiani in modo superficiale, ma a vivere con responsabilità, a tendere sempre più in alto». La Madonna ci educa perché lei stessa ha vissuto le difficoltà e sperimentato la gioia dell’aver accettato il disegno di Dio sulla sua vita.

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Mese di maggio 2016

Il mese di maggio è dedicato alla Madonna e molto caro alla pietà popolare.
La devozione a Maria in questo mese di maggio non deve limitarsi a un puro sentimento o a mere emozioni; deve tradursi in preghiera. Che sia dappertutto un mese di intensa preghiera con Maria con la quotidiana recita del Santo Rosario. Si tratta di una preghiera semplice, apparentemente ripetitiva, ma quanto mai utile per penetrare nei misteri di Cristo e della sua e nostra Madre. È, al tempo stesso, un modo di pregare che la Chiesa sa essere gradito alla Madonna stessa. Ad esso siamo invitati a far ricorso anche nei momenti più difficili del nostro pellegrinaggio sulla terra.

Nella nostra parrocchia ci diamo appuntamento ogni sera alle 20.30, nella chiesa di S. Maria per la recita del S. Rosario ed un breve pensiero.

Il giovedì sarà dedicato alla recita del Rosario in alcuni caseggiati del paese.

Lunedì 23 maggio ci sarà il tradizionale pellegrinaggio a piedi alla Madonna dell’Aiuto di Busto Arsizio.

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Pasqua 2016

Via Crucis - Stazione 7 - Gesù cade per la seconda voltaIn questa Settimana, la Settimana Santa, che ci conduce alla Pasqua, noi andremo su questa strada dell’umiliazione di Gesù. E solo così sarà “santa” anche per noi!

Assisteremo al tradimento di Giuda, uno dei Dodici, che lo venderà per trenta denari. Vedremo il Signore arrestato e portato via come un malfattore; abbandonato dai discepoli; trascinato davanti al sinedrio, condannato a morte, percosso e oltraggiato. Sentiremo le urla della folla, sobillata dai capi, che chiede libero Barabba, e Lui crocifisso. Lo vedremo schernito dai soldati, coperto con un mantello di porpora, coronato di spine. Questa è la via di Dio, la via dell’umiltà. E’ la strada di Gesù, non ce n’è un’altra. E non esiste umiltà senza umiliazione.

Percorrendo fino in fondo questa strada, il Figlio di Dio ha assunto la “forma di servo”. In effetti, umiltà vuol dire anche servizio, vuol dire lasciare spazio a Dio spogliandosi di sé stessi, “svuotandosi”, come dice la Scrittura.

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