Archivi categoria: Pagina culturale e di giudizio

PERCHÉ FARE OPERE SOCIALI NON BASTA

Domenica 21 ottobre in tutte le parrocchie e chiese si è celebrata la Giornata missionaria mondiale. Sono stato invitato in una grande parrocchia cittadina di Biella per un incontro di preparazione a questa scadenza annuale, forse una delle poche in cui si parla (o si dovrebbe parlare) della «missione alle genti» e dei missionari. La lettera di don Oreste Ramella Pairin, che mi ha invitato, mi sembra riprodurre bene la situazione in cui si trovano moltissime altre parrocchie italiane. Ecco alcuni passaggi: «Abbiamo bisogno di un missionario che scaldi i cuori dei nostri fedeli di amore a Gesù Cristo e alla missione universale della Chiesa. Siamo una parrocchia con più di 10 mila abitanti, in maggioranza famiglie benestanti. Buone, generose quando chiediamo un aiuto economico, ma non disposte a rinunciare a uno stile di vita consumistico e a un certo concetto di vita laicìzzato in cui tutti viviamo. Aprono il portafoglio, ma non il cuore». Continua la lettura di PERCHÉ FARE OPERE SOCIALI NON BASTA →

UN POPOLO LIBERO, NON UNA MASSA

Ma come? Ricordate i bei tempi quando la manifestazione del sabato pomeriggio, era ormai entrata nelle abitudini dei contestatori di vario colore? Tutti manifestavano, e per qualsiasi cosa: dalla opposizione alla riforma scolastica, alla difesa degli animali in pericolo. Per il “Family Day” no: questo non si può fare. E’ riprovevole, politicamente scorretto, omofobo, devastante… il concentrato di tutti i pericoli e le sciagure di questa nostra Italia. Continua la lettura di UN POPOLO LIBERO, NON UNA MASSA →

Family Day – Per la famiglia

“La manifestazione del 12 maggio, non è una manifestazione contro.
È una iniziativa per proporre al Parlamento l’adozione di politiche per la famiglia cosi come delineata dalla nostra Carta. Va da sé però – spiega Giovanni Giacobbe, (presidente del Forum delle associazioni familiari, l’organismo che raggruppa 40 organizzazioni ed è tra i principali promotori della manifestazione) – che critichiamo qualsiasi disegno di famiglia parallela o alternativa a quella descritta dalla Costituzione”. Continua la lettura di Family Day – Per la famiglia →

DICO: IL PASSO DELL’INCOERENZA.LEGGE SULLE CONVIVENZE: INACETTABILE

Anche per la società l’esistenza della famiglia è una risorsa insostituibile, tutelata dalla stessa Costituzione italiana (cfr artt. 29 e 31). Anzitutto per il bene della procreazione dei figli: solo la famiglia aperta alla vita può essere considerata vera cellula della società perché garantisce la continuità e la cura delle generazioni. Continua la lettura di DICO: IL PASSO DELL’INCOERENZA.LEGGE SULLE CONVIVENZE: INACETTABILE →

“PIÙ FAMIGLIA”

La famiglia è un bene umano fondamentale dal quale dipendono l’identità e il futuro delle persone e della comunità sociale. Solo nella famiglia fondata sull’unione stabile di un uomo e una donna, e aperta a un’ordinata generazione naturale, i figli nascono e crescono in una comunità d’amore e di vita, dalla quale possono attendersi un’educazione civile, morale e religiosa. La famiglia ha meritato e tuttora esige tutela giuridica pubblica, proprio in quanto cellula naturale della società e nucleo originario che custodisce le radici più profonde della nostra comune umanità e forma alla responsabilità sociale… Continua la lettura di “PIÙ FAMIGLIA” →

La famiglia ferita: arrivano i «Dico»

Il Consiglio dei Ministri ha trovato l’accordo sul disegno di legge che nelle intenzioni del Governo dovrebbe disciplinare diritti e doveri delle persone conviventi, un provvedimento indicato con la sigla “Dico” (Diritti dei conviventi). Al Consiglio dei Ministri che si è tenuto nel pomeriggio di ieri, giovedì, non ha partecipato il ministro della Giustizia Clemente Mastella, il quale ha sì precisato che anche in Parlamento il suo partito non voterà a favore di questo disegno di legge, ma al contempo si è affrettato ad assicurare che questo “no” al provvedimento non porterà ad una crisi di Governo. Continua la lettura di La famiglia ferita: arrivano i «Dico» →

NON DI QUESTO IL PAESE HA BISOGNO

Il testo con il quale il governo intenderebbe disciplinare i “diritti e doveri delle persone stabilmente conviventi” ha infine preso forma, presentato con un misto di sollievo ed enfasi dai suoi promotori. Proprio come se si fosse scampato un pericolo, percepito come tale anche da chi negava risolutamente che ci si stesse avventurando su un terreno arduo e di assoluta delicatezza. E singolare sollievo lo ha mostrato pure chi, avendo letto la prima stesura, temeva una semplice replica di quell’improponibile testo. Ma, dispiace dirlo, le annotazioni di sollievo terminano qui, perché Continua la lettura di NON DI QUESTO IL PAESE HA BISOGNO →

La parola del Papa a Verona

«Occorre anche fronteggiare, con pari determinazione e chiarezza di intenti, il rischio di SCELTE POLITICHE E LEGISLATIVE CHE CONTRADDICANO FONDAMENTALI VALORI E PRINCIPI ANTROPOLOGICI ED ETICI RADICATI NELLA NATURA DELL’ESSERE UMANO, in particolare riguardo alla tutela della vita umana in tutte le sue fasi, dal concepimento alla morte naturale, e alla promozione della famiglia fondata sul matrimonio, EVITANDO DI INTRODURRE NELL’ORDINAMENTO PUBBLICO ALTRE FORME DI UNIONE CHE CONTRIBUIREBBERO A DESTABILIZZARLA, oscurando il suo carattere peculiare e il suo insostituibile ruolo sociale». Continua la lettura di La parola del Papa a Verona →

«L’embrione è vita, per logica non per fede»

Nel dibattito interno al riconoscimento e alla tutela della vita dell’uomo all’inizio della sua esistenza ci sorprende un paradosso: a chiamare in causa la fede (in particolare quella cattolica) non sono i credenti, ma coloro che asseriscono di non esserlo. Una fede senza ragioni e contro la ragione, si dice. Così le argomentazioni di quanti si oppongono al referendum, vengono espropriate della loro dignità razionale 8biologica e filosofica ed esiliate in una «isola della fede», luogo del puro esercizio di una credulità popolare soggetta all’autorità ecclesiastica. Questa rappresentazione caricaturale della rifflessione antropologica ed etica dei credenti (ma non solo di essi) sul rispetto dovuto all’embrione umano non fa certo onore alla cultura di chi la promuove: uomini e donne che sanno di filosofia e della sua lunga storia, e del robusto contributo di pensatori anche cristiani a quel nobile esercizio della ragioneche si apre alla realtà tutta (fino alle soglie del mistero di Dio) senza rinunciare alle esigenze logiche ed epistemologiche della ricerca della verità. Si può non essere d’accordo con loro, ma i cattolici non sono degli sprovveduti quanto alla ragione né degli orfani del pensiero scientifico e filosofico. La questione dell’inizio della nostra vita indivudule non è questione di fede. Occorre dirlo e ribadirlo. Come potrebbe una questione così radicale e dicisiva per la società e per ciascuno di noi (padri, madri o figli che siamo) non essere accessibile alla ragione, cioè a tutti? Lo ha lucidamente riconosciuto Giovanni Paolo II: «Si tratta, infatti di un valore che ogni essere umano può cogliere anche alla luce della ragione e che perciò riguarda necessariamente tutti» (enciclica Evangelium vitae, n. 101). Squalificare come “assurdità” ciò che la ragione del credente (e non) arriva a riconoscere attraverso la riflessione sull’esperienza e sulla conoscenza scientifica della vita umana non apre una partita leale tra posizioni divergenti, ma elimina a tavolino la squadra avversaria prima che essa scenda in campo. La questione va invece giocata a tutto campo e con una sola regola: la ragione, la finestra attraverso la quale l’uomo si apre alla realtà secondo la totalità dei suoi fattori. Se c’è qualcuno che «evade il problema» – come ha denunciato Sartori—questo non è «la Chiesa di Papa Wojtyla», che ha affrontato la delicata questione dell’inizio dell’esistenza di ciascuno di noi da lungo tempo e con un abbondante esercizio di ragionevolezza. La conclusione si trova in Evangelium vitae: “Come un individuo umano non sarebbe una persona umana?”. Continua la lettura di «L’embrione è vita, per logica non per fede» →

HALLOWEEN O FESTA DI TUTTI I SANTI?

Grandi zucche forate illuminate dall’interno; scheletri e cupe figure incappucciate; risate agghiaccianti e un ritornello ossessivo: dolcetto o scherzetto? Tutto questo è Halloween, una moda, una festa, una nuova consuetudine che si è imposta negli ultimi anni, grazie alla persuasività di cinema e televisione, dopo il pionieristico lavoro fatto da parte dei fumetti (ricordate Linus in perenne attesa del Grande Cocomero, tra la scettica perplessità di Snoopy?). Ormai Halloween è entrata perfino nel mondo della scuola: non pochi sono gli istituti scolastici dove gli insegnanti fanno festa insieme ai bambini, tra giochi e disegni. Continua la lettura di HALLOWEEN O FESTA DI TUTTI I SANTI? →